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MKTG NON CONVENZIONALE
 
     
  Tom attinge dal quotidiano per inventare storie e situazioni non convenzionali, emotivamente forti, capaci di generare passaparola, condivisione e partecipazione attorno alla marca. Studiamo azioni che permettono al brand di partecipare attivamente alle community, ai social networks, costruendo e sviluppando un rapporto di simbiosi e feeling con i consumatori. Per fare tutto questo utilizziamo i seguenti strumenti di comunicazione non convenzionale.  
  Quale marketing non convenzionale?  
 
 
Ambient Marketing:
 
privilegia ambienti e situazioni in cui non vi è affollamento di messaggi pubblicitari e momenti in cui il target è più ricettivo alla comunicazione dell'azienda, dove si aggrega spontaneamente, nel corso della giornata. Sfrutta i luoghi ed i tempi della vita quotidiana trasformandoli in vere e proprie “esperienze pubblicitarie”. Oggetti urbani, mezzi di trasporto, scenari intimi e pubblici e gli stessi media tradizionali vengono modificati fisicamente in modo da stupire il pubblico e far penetrare nella sua giornata un messaggio pubblicitario. Le tecniche di ambient permettono inoltre di individuare e segmentare in modo efficace il target di riferimento, in quanto raggiungono l’utente nei luoghi della vita reale dove spontaneamente entra in contatto con gli altri e dove ha una maggiore apertura mentale all’input lanciato dai media.
 
Guerrilla marketing:
 
le strategie di guerrilla risultano suadenti ed ipnotiche e puntano a colpire il target coinvolgendo i suoi sensi in un’esperienza reale di consumo inaspettata e fuori dai soliti canoni. Elemento fondamentale è la peculiarità, l’idea straordinaria che permette di attirare l’attenzione dei consumatori, emergendo dal banale sistema promozionale. Il messaggio innovativo non è trasmesso da un mezzo di comunicazione, ma si concretizza nel mondo reale: per le strade e nei locali pubblici. L’effetto sorpresa, la novità e l’esagerazione sono gli aspetti caratterizzanti di questa scelta di mercato che deve a tutti i costi “far parlare di sé”. Si tratta di irruzioni creative, eventi limitati nel tempo e nel luogo, tali da generare "rumore" sufficiente perché i media se ne occupino. L’azione deve raggiungere il consumatore nei momenti e nei luoghi in cui non è attiva la sua “advertising consciousness”, quando le sue reticenze e difese nei confronti dei messaggi pubblicitari sono abbassate, quindi quando è “senza armi”. Cio’ garantirà l’eco e la divulgazione del prodotto.
 
 
 
Viral marketing:
 
è la strategia di marketing che costruisce messaggi pubblicitari che abbiano in sé la propensione a diffondersi come un virus e che punta a colpire gli influencers con l'obiettivo finale di contagiare i pubblici per stimolarli a disseminare il messaggio stesso, facendosi naturalmente portavoce del prodotto/brand. La conoscenza dell’idea, la sua natura e il contenuto, tramite il principio del passaparola, viene passata da un utente all’altro espandendosi molto velocemente. Un’operazione di VM identifica solamente le persone maggiormente interessate ad un particolare messaggio; lo veicola in maniera rilevante per loro; viene erogato in modo che le persone siano incoraggiate a condividerlo con gli altri. Il mezzo principale dove si sviluppa il marketing virale è senz’altro internet (youtube, liberovideo, social networks) che permette di comunicare in maniera veloce, chiara , gratuita e con misurabilità dell’azione.
 
 
 
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